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mercoledì 9 luglio 2008

Allarme rosso: ci sono dei giornalisti nella piazzola!

Nei giorni scorsi siamo andati a vedere quello che succede al centro di raccolta rifiuti di via Colombini. Da più parti, infatti, è arrivata la segnalazione del malfunzionamento delle sbarre che regolano l’accesso alla “piazzola ecologica”. Effettivamente, pur non essendo cittadini tradatesi, non abbiamo avuto alcuna difficoltà a superare le sbarre con la macchina e portarci nella zona di scarico rifiuti: non abbiamo dovuto utilizzare tesserini magnetici né esibire documenti. Una volta dentro abbiamo curiosato per alcuni secondi, dopodichè ci siamo palesati, prima mettendo in bella mostra le macchine fotografiche, poi qualificandoci come “giornalisti” con l’operatore che gestisce il centro. Il via vai di macchine e furgoni è veramente impressionante, di qui passano anche 600 persone al giorno.
La vasca per la raccolta del verde è stracolma di erba e ramaglie, il compattatore della carta accoglie scatoloni di ogni genere, vecchi frigoriferi fanno bella mostra di se dall’area dei rifiuti ingombranti. Non manca il grande rimorchio per i rifiuti generici dove vengono buttati sacchi neri, vecchi copertoni di bicicletta e quanto altro non può essere avviato al riciclo. L’operatore del centro fa il possibile per tenere l’area pulita, ma il grande afflusso di persone (incoraggiato anche dal malfunzionamento delle sbarre) rende il lavoro particolarmente arduo.
L’organizzazione della piazzola non è delle migliori: i cassoni sembrano posizionati alla rinfusa, senza logica, esiste una sola rampa per l’accesso facilitato ai grandi container, mentre per gli altri è l’operatore del centro a prendersi la briga di sistemare i rifiuti. Certo l’immagine resa dal centro di via Colombini non è all’altezza di quella Tradate “linda e pinta” che l’amministrazione comunale sta cercando di promuovere nel centro cittadino. Ma non è nemmeno all’altezza di quella provocazione che ha portato il nome di Tradate in mezzo mondo. Oltre il caos dei cassonetti non mancano mucchi di rifiuti di vario genere ammonticchiati in qualche angolo: ad esempio un grosso giace proprio accanto all’antenna per la telefonia mobile, un po’ in disparte e al riparo dagli occhi indiscreti: poi ci spiegheranno che si tratta dei rifiuti raccolti mesi fa nei boschi di Tradate dalla protezione civile.
Passano pochi minuti dal nostro arrivo e in via Colombini arriva una macchina della “Seprio patrimonio e servizi”, la società patrimoniale che ha in carico la gestione dei servizi ambientali del comune di Tradate. Il dipendente Seprio non ci rivolge nemmeno la parola, ma non serve essere delle aquile per capire che è arrivato proprio per noi. Infatti dopo qualche istante, quando insospettiti abbiamo già lasciato l’area, è arrivata la polizia locale di Tradate proprio per verbalizzare la presenza di giornalisti all’interno dell’area di raccolta differenziata (area pubblica momentaneamente ad accesso incontrollato, da cui nessuno ci ha chiesto di allontanarci). Questi sono i fatti, chiaramente abbiamo chiesto spiegazioni all’amministrazione comunale: ha risposto il vicesindaco Vito Pipolo: "Il problema delle sbarre esiste da circa un mese ma mi è stato assicurato che a giorni verrà riparato. Non dimentichiamo che il centro di raccolta ha carattere di provvisorietà: a bilancio abbiamo stanziato 700 mila euro per la realizzazione del nuovo centro di raccolta ai margini della zona industriale. Sarà un centro all’avanguardia, in grado di accogliere ogni tipologia di rifiuto in modo ordinato ed intuitivo. Il centro di via Colombini dovrà funzionare ancora per pochi mesi, dopodichè verrà mandato in pensione". Già, ma nel frattempo, mentr il comune di Tradate è impegnato a gridare al mondo che vuole diventare un comune virtuoso, la piazzola dei rifiuti è accessibile a tutti, non mancano sacchi abbandonati fuori dai cancelli e situazioni di sicurezza precaria. La funzione politica delle amministrazioni comunali è proprio quella di stabilire le priorità nella gestione della città e nell’utilizzo dei soldi pubblici: forse la città prima del nuovo posteggio milionario di via Santo Stefano meritava una piazzola ecologica all’altezza delle proprie esigenze.

giovedì 3 luglio 2008

Sigilli al centro di raccolta: "crisi rifiuti" in tre comuni

CARNAGO Carnago, Morazzone e Brunello da lunedì sono senza centro di raccolta rifiuti. I cancelli sono stati sigillati dai Carabinieri del Noe (nucleo operativo ambientale) a seguito del provvedimento firmato dal gip Giuseppe Fazio. La richiesta sarebbe partita dal pm Raffaella Zappatini della procura di Varese che avrebbe ravvisato il reato di violazione del testo unico ambientale. Stando alle dichiarazioni raccolte tra i rappresentanti del Coinger - il consorzio che unisce una ventina di comuni nella gestione della raccolta dei rifiuti - alla base del provvedimento ci sarebbe un vizio di forma, dettato dalla mancanza di alcune autorizzazioni relative allo scarico delle acque piovane dei centri stessi.
Paride Magnoni, direttore del consorzio Coinger, spiega che "le strutture sono tutte impiantisticamente adeguate o, quantomeno, hanno già un progetto di adeguamento entro una data limite, cosa che era prevista dalla normativa di riferimento. Il provvedimento che ci è stato notificato martedì riguarda l’autorizzazione allo scarico delle acque, ed è successivo ad un controllo dei carabinieri del Noe. Attualmente abbiamo tre strutture sotto sequestro e prima di sbilanciarci in qualsiasi valutazione dobbiamo capire cosa viene chiesto al Coinger per ottenere il dissequestro. Abbiamo già contattato dei legali che da domani (giovedì 3 luglio 2008 ndr) ci aiuteranno a comprendere i termini del provvedimento e cosa eventualmente non va nelle autorizzazioni". Insomma, per capire come andranno le cose occorrerà attendere ancora qualche ora. Al momento lo scenario più probabile vede però profilarsi un periodo di forti disagi per gli utenti che si servono delle piattaforme finite sotto sequestro. Le ripercussioni maggiori si sentiranno a Brunello. Qui infatti si trova addirittura un centro di raccolta sovraccomunale, con un bacino di 17 mila abitanti: si tratta infatti di uno dei quattro centri “superiori” che fanno capo al consorzio, uno dei pochi abilitati alla raccolta dei rifiuti speciali, come batterie, olio e rifiuti tecnologici. Per gli utenti le alternative più prossime sono quelle di Solbiate Arno o di Bodio Lomnago, è evidente il disagio a cui verranno sottoposti gli utenti. Se, come probabile, la Procura subordinerà il dissequestro all’esecuzione di lavori di adeguamento, la chiusura dei centri potrebbe durare anche qualche mese. Una pessima notizia per gli amministratori comunali, che si troveranno così a dover far fronte al disagio dei cittadini: "Questa cosa non poteva capitare in un periodo peggiore – continua Magnoni -, è un momento di grande affluenza nei centri di raccolta, come si può immaginare ci sono molti utenti che conferiscono il verde da sfalcio dell’erba o per il taglio delle siepi". Una preoccupazione condivisa dal sindaco di Carnago, Fabrizio Taricco: "La questione è senz’altro pesante, perché crea disagi per i cittadini – spiega – fin da subito stiamo cercando di porre rimedio a questi disagi così come prevede il regolamento del consorzio. I cittadini potranno andare a conferire i propri rifiuti in altri comuni e, a questo proposito, stiamo predisponendo gli opportuni avvisi". Dunque nessuno dovrà tenersi il vecchio frigorifero in cantina o il covone di fieno in giardino, ma è chiaro che la chiusura di tre centri provocherà disagi anche negli altri comuni del consorzio, che dovranno far fronte ad un maggior traffico di utenti, in un periodo già di intensa attività.
Se a Morazzone la situazione appare destinata a risolversi rapidamente, qualche problema in più lo si riscontra a Carnago, dove lo scarico dell’acqua piovana in uscita dal centro di raccolta rifiuti finisce nella rete fognaria, da lì in una roggia e non in un depuratore come dovrebbe essere. Una situazione simile a quella di molti altri comuni del territorio, tuttora sprovvisti di collettamento ad un depuratore, ma che per Carnago potrebbe significare una lunga chiusura del centro di raccolta rifiuti. Stando al racconto dei diretti interessati, la procura di Varese sarebbe arrivata al sequestro dei tre centri di raccolta, sugli sviluppi delle indagini avviate in seguito al sequestro del depuratore di Sant’Antonino di Lonate Pozzolo.

mercoledì 4 giugno 2008

Moreno Di Trapani spiega la sua opera

[a supporto del commento audio di Moreno Di Trapani, una carrellata di immagini della sua opera in corso Bernacchi, a Tradate. NB: Parte delle immagini sono state tratte dal blog L'altra Tradate.]

TRADATE "A me dispiace che si sia sollevato un polverone sulla questione – spiega l’autore dell’opera di corso Bernacchi, Moreno Di Trapani – il fine di questa iniziativa è educativo. A me non ha fatto piacere lavorare per quattro giorni nella pattumiera dei tradatesi. Ma l’ho fatto perché era importante sviluppare l’idea. È importante far capire i volumi che produciamo, capire se siamo realmente attenti alla raccolta differenziata, se trattiamo bene i prodotti che ricicliamo. Secondo me al posto di polemizzare era più interessante farsi delle domande, evitare le prese di posizione e pensare al dialogo". Un dialogo che, tuttavia, inizia proprio oggi ed è destinato ad andare lontano: "La nostra iniziativa non si conclude qui – continua Di Trapani -. I partner che hanno contribuito a realizzare queste cose ci aiuteranno a far passare il messaggio con delle serate informative, poi raccoglieremo i commenti dei cittadini perché anche il piccolo contributo può aiutarci a raggiungere un grande risultato. Occorre creare un dialogo partendo dalla presa di coscienza che abbiamo un problema comune. Dobbiamo prendere atto delle azioni che facciamo, bisogna evidenziare il problema dello smaltimento, del riciclo, partendo dai dati reali". Molta la gente che davanti allo spettacolare allestimento si è lamentata dell’iniziativa, chiedendosi da dove venisse tutta quella spazzatura: "I tradatesi non si sono identificati nei propri rifiuti – conclude l’artista -, li hanno rinnegati. C’è chi ha sostenuto che questi sacchi vengono da fuori, che non sono i loro. Molti hanno messo in dubbio la realtà e questo è sintomo di ignoranza, i cittadini ora vanno aiutati a capire e a migliorare".

Tra i rifiuti della casa del malconsumo

TRADATE La notizia della “casa del malconsumo” di corso Bernacchi, con il suo provocatorio ed esplosivo carico di rifiuti, sta rimbalzando su tutti i principali quotidiani e sulle più importanti emittenti televisive del paese. Insomma, l’iniziativa di Tradate è diventata un caso mediatico su cui, nel bene e nel male, i cittadini tradatesi in queste ore stanno continuando a confrontarsi. L’obbiettivo dichiarato era quello di far discutere e di far riflettere la gente sulla raccolta differenziata e sull’opportunità di impegnarsi affinché questa venga effettuata nel migliore modo possibile. Una provocazione, dunque, quella messa in atto dall’artista Moreno Di Trapani, che ha come scopo quello di scuotere le coscienze dei cittadini e sensibilizzarli ad un consumo più attento.
NEI SACCHI
In queste ore sono stati molti quelli che hanno chiesto se una provocazione così forte con tutti i rischi che si porta appresso serva veramente. Una domanda a cui abbiamo cercato di dare una risposta. Siamo andati nella “casa del malconsumo” assieme all’artista che ha allestito l’installazione. Tra i sacchi raccolti da Econord in un normale giorno di raccolta della plastica, abbiamo prelevato un campione di 5 sacchi, pescati casualmente nel gigantesco mucchio che giace nel cortile del palazzo di corso Bernacchi. Li abbiamo aperti e ne abbiamo analizzato il contenuto e abbiamo scoperto che il risultato dà ragione agli autori dell’iniziativa. Nei sacchi, assieme alla plastica, abbiamo trovato di tutto: dalle lattine in alluminio alla carta, dai contenitori in tetrapak alle batterie, dai pannolini usati a tipi di plastica che non possono essere riciclati. Insomma: la maggior parte dei tradatesi non sa differenziare. Un altro elemento che emerge dall’analisi dei sacchi per la raccolta della plastica è la totale indifferenza di gran parte dei cittadini verso il corretto modo di conferimento: ad esempio gran parte delle vaschette di plastica sono sporche e le bottiglie non sono schiacciate.
UN PO’ DI NUMERI
Elementi che vanno letti anche alla luce dei dati ufficiali della differenziata in città: nel corso del 2007 a Tradate sono state raccolte 10 mila tonnellate di rifiuti, di cui solo poco più del 40% sono stati differenziati. Un risultato decisamente magro, soprattutto se paragonato a quello raggiunto da alcuni comuni limitrofi, che superano già da tempo il 60%. La fetta principale dei rifiuti avviati al riciclaggio è rappresentata da carta e cartone, che sono il 10% del totale, poi vengono gli scarti da giardino (poco più dell’8%), il vetro (poco meno dell’8%), solo dopo ci sono i rifiuti organici che arrivano appena al 5% del totale, quando in altre realtà è proprio questa frazione a fare la vera differenza. Via via vengono il legno, i materiali ferrosi e solo in ultimo la plastica. Insomma, c’è ancora molta strada da fare in questo campo e l’amministrazione comunale sembra averlo capito. È proprio dall’analisi di questi dati che è emersa l’esigenza di fare di più e subito. Qualcosa lo può fare anche il comune, spiegando meglio ai propri cittadini cosa e come differenziare. Spesso districarsi nel mare delle varietà di rifiuto che si producono quotidianamente non è facile. Se non ci sono dubbi su vetro, carta e cartone, qualche perplessità in più la suscita proprio la plastica. Una categoria dietro alla quale si celano decine di varietà differenti e non tutte possono essere riciclate. Una informazione chiara ed inequivocabile in merito aiuterebbe molto.
LE CRITICHE
In molti, dopo la spiegazione, hanno capito la valenza della provocazione, comprendendo che anche singolarmente è possibile fare molto per ridurre la quantità e il volume dei rifiuti prodotti. Chiaramente non sono mancate le critiche all’iniziativa. Critiche che hanno preso di mira i costi, l’igiene e l’utilità della stessa: "Il lavoro è stato realizzato con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Tradate – spiega il vicesindaco Vito Pipolo, rispondendo alle tante polemiche sollevate in merito al progetto - grazie al contributo delle società Econord, Sogeiva, Work in progress e Realplastic, che hanno permesso di realizzare l’evento a costo zero per il contribuente". Sulla pericolosità dell’installazione purtroppo ci si deve affidare al buon senso dei tradatesi, anche se già lo scorso sabato notte dei ragazzi si sono messi a giocare con le transenne con cui è delimitata l’area, creando intralcio al traffico.

martedì 3 giugno 2008

La "casa del malconsumo" divide Tradate

TRADATE Un vecchio edificio in corso Bernacchi traboccante di rifiuti. È questa l’ultima shockante iniziativa promossa dal comune di Tradate, una trovata che sta dividendo l’opinione pubblica come non mai. In realtà non si tratta di una discarica a cielo aperto, ma di un’installazione artistica messa in opera da Moreno Di Trapani, un giovane artista e fotografo, che da anni lavora sul tema dei rifiuti e in diverse occasioni ha collaborato con il comune di Tradate. A giudicare dai commenti dei tradatesi questa è una di quelle trovate destinate a lasciare il segno in chi le vede. L’impatto con l’opera è veramente molto forte, i sacchi di plastica spuntano dalle finestre, dalle porte e danno l’impressione di invadere materialmente la strada. In realtà l’idea non è nuova, un comune del milanese aveva creato una simile rappresentazione, limitandosi però alla realtà virtuale. Tramite un fotomontaggio realizzato al computer era stato riempito di rifiuti l’edificio del comune, per sensibilizzare la popolazione sul problema della raccolta differenziata. Quello di Tradate, tuttavia, è il primo esempio dell’applicazione in concreto dell’idea, su un edificio vero.
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Non sono mancati gli attacchi della gente, i passanti esterrefatti che si fermano a guardare se ne vanno spesso scuotendo la testa, altri rimangono semplicemente allibiti. E mentre a Chiaiano la gente protesta contro l’apertura della nuova discarica imposta dal Governo contro l’emergenza rifiuti, a Tradate i cittadini chiedono lumi sulla stravagante iniziativa: "Questi sono matti da legare! Ma cos’è?" e, ancora: "sarebbe un peccato morire con tutte le scemate che sta facendo il comune di Tradate", come ha commentato sarcasticamente il signor Cesare, in perfetto dialetto lombardo, mentre passava in corso Bernacchi. E non mancano le prese di posizione anche da parte del mondo politico, è il caso di Gianluigi Margutti, consigliere comunale azzurro: "Sono arrabbiato come moltissimi cittadini per lo strumentale uso di una cosiddetta forma di arte – dice -. Questa vorrebbe essere una mostra educativa per evidenziare come a Tradate i cittadini (diversamente da Napoli) si infuriano quando la spazzatura è esposta in pubbliche vie? A parer mio è solo un “maniacale” uso delle situazioni, per finire sui giornali ed essere “propagandati”. Questo è il modo con cui la amministrazione comunale (per uscire dalle secche di Fornacepoli) cerca di distrarre la pubblica attenzione".
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Intanto dal comune, secondo molti in colpevole ritardo, è arrivata la spiegazione dell’opera: "Il progetto si propone come obbiettivo quello di portare il cittadino a trovare un nuovo spunto di riflessione su tematiche bollenti, e al momento attualissime, quali sono il riciclo e il rispetto per l’ambiente, sensibilizzandolo ad un consumo intelligente e a un approccio più consapevole nei confronti dello scarto che ogni azione genera – racconta Moreno Di Trapani, l’artista che sta realizzando l’installazione -. Avvalendoci della collaborazione di Econord, la società che raccoglie i rifiuti urbani a Tradate, abbiamo voluto dare ad ogni cittadino la possibilità di prendere coscienza di cosa produce il suo consumo e di come lo stesso, associato a quello di altri, abbia un impatto fortissimo sull’ambiente". Il vicesindaco Vito Pipolo ha poi aggiunto: "Grazie all’effetto shock che il nostro progetto sta provocando vogliamo lanciare un messaggio al cittadino – dice il vicesindaco -, nel quale vogliamo stimolare comportamenti virtuosi volti alla riduzione della mole di rifiuti prodotti". Le sorprese non sono comunque finite, a questo progetto si affianca infatti una campagna di comunicazione mirata al rispetto ambientale e alla riduzione dei rifiuti.
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Nonostante le spiegazioni la maggior parte dei tradatesi non apprezza e, anzi, sono molti quelli che temono che il progetto possa rivelarsi addirittura pericoloso o dannoso per la città e avanzano diverse perplessità: "E se qualche esagitato buttasse un mozzicone sulla plastica?", e ancora: "Per quanto tempo vogliamo tenere questi rifiuti?", "Prima o poi magari si metterà anche a puzzare?". Gianluigi Margutti conclude invece con una battuta: "È penoso. Speriamo che per tenere lontane le prostitute dalla città, non venga la voglia di una mostra notturna di lucciole sul territorio comunale".