TRADATE Ancora abusi all’ex Fornace. Non smette di regalare sorprese il grande cantiere aperto alle porte della città, dove sta sorgendo un grande complesso commerciale. Un iter tormentato quello della grande struttura da mesi al centro del dibattito politico, oggetto di polemiche e spaccature. Le prime irregolarità edilizie erano state contestate dal Comune di Tradate già nel mese di febbraio, queste avevano portato ad una pratica di sanatoria che ha destato l’attenzione della Procura della Repubblica di Varese. Il Pm Agostino Abate ha infatti aperto un’indagine sul cantiere, per verificare la regolarità degli atti che lo riguardano. Un’indagine che vanta anche un indagato d’eccezione: il sindaco di Tradate Stefano Candiani a cui è stato contestato l’abuso in atti d’ufficio. La notizia dei nuovi abusi è trapelata invece solo ieri, ed è stata subito confermata dagli amministratori e dai tecnici comunali che li hanno rilevati: "Stiamo verificando le ultime cose per predisporre l’ordinanza – confermano dagli uffici comunali -, entro domani (22 maggio ndr) notificheremo la sospensione dei lavori sul lotto A e sul lotto B. Nel corso del sopralluogo dello scorso 12 maggio abbiamo infatti riscontrato delle misure difformi da quanto dichiarato nei progetti. La sospensione dei lavori ci consentirà di fare ulteriori verifiche sia all’interno dell’area per capire se ci sono altre difformità". In particolare gli abusi contestati riguarderebbero la lunghezza dei due edifici principali, quello del multisala (lungo la Varesina) e quello dell’albergo (tra via Sciesa e via Curiel). Entrambe le costruzioni sarebbero risultate più lunghe di alcuni metri (si parla di 3 per il lotto A e di 2,5 per il lotto B), difformità che genererebbero un notevole incremento di volume realizzato. Le irregolarità in fase di notifica si aggiungono a quelle già riscontrate alcuni mesi fa, che avevano già portato ad altri avvisi di garanzia nei confronti del direttore dei lavori del cantiere e dell’amministratore delegato di una delle società coinvolte nella realizzazione. "Si sta seguendo sulla linea già tracciata a partire dal mese di febbraio – interviene il sindaco di Tradate Stefano Candiani -, ci sarà massimo rigore e massima severità a garanzia della piena regolarità dell’intervento. Stiamo controllando che tutto si faccia secondo le leggi, quelli che il comune sta eseguendo sono controlli doverosi e tutto quanto riscontrato verrà contestato secondo quanto previsto dalle normative vigenti". Dunque l’amministrazione intende procedere sulla linea della fermezza già annunciata tempo fa. Ma non è una posizione semplice quella del comune di Tradate, che in questo momento si trova sotto la lente d’ingrandimento della Procura, che sulla vicenda dell’ex Fornace ha deciso di volerci vedere chiaro, passando al setaccio tutti gli atti prodotti dal comune stesso. E del resto non poteva essere altrimenti, vista la mole dell’intervento che muove capitali ingenti. Si tratta infatti di un affare prossimo ai 100 milioni di euro: attualmente una delle iniziative private più grandi in Italia.
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mercoledì 21 maggio 2008
abuso a-buso buso (metamorfosi)
TRADATE Ancora abusi all’ex Fornace. Non smette di regalare sorprese il grande cantiere aperto alle porte della città, dove sta sorgendo un grande complesso commerciale. Un iter tormentato quello della grande struttura da mesi al centro del dibattito politico, oggetto di polemiche e spaccature. Le prime irregolarità edilizie erano state contestate dal Comune di Tradate già nel mese di febbraio, queste avevano portato ad una pratica di sanatoria che ha destato l’attenzione della Procura della Repubblica di Varese. Il Pm Agostino Abate ha infatti aperto un’indagine sul cantiere, per verificare la regolarità degli atti che lo riguardano. Un’indagine che vanta anche un indagato d’eccezione: il sindaco di Tradate Stefano Candiani a cui è stato contestato l’abuso in atti d’ufficio. La notizia dei nuovi abusi è trapelata invece solo ieri, ed è stata subito confermata dagli amministratori e dai tecnici comunali che li hanno rilevati: "Stiamo verificando le ultime cose per predisporre l’ordinanza – confermano dagli uffici comunali -, entro domani (22 maggio ndr) notificheremo la sospensione dei lavori sul lotto A e sul lotto B. Nel corso del sopralluogo dello scorso 12 maggio abbiamo infatti riscontrato delle misure difformi da quanto dichiarato nei progetti. La sospensione dei lavori ci consentirà di fare ulteriori verifiche sia all’interno dell’area per capire se ci sono altre difformità". In particolare gli abusi contestati riguarderebbero la lunghezza dei due edifici principali, quello del multisala (lungo la Varesina) e quello dell’albergo (tra via Sciesa e via Curiel). Entrambe le costruzioni sarebbero risultate più lunghe di alcuni metri (si parla di 3 per il lotto A e di 2,5 per il lotto B), difformità che genererebbero un notevole incremento di volume realizzato. Le irregolarità in fase di notifica si aggiungono a quelle già riscontrate alcuni mesi fa, che avevano già portato ad altri avvisi di garanzia nei confronti del direttore dei lavori del cantiere e dell’amministratore delegato di una delle società coinvolte nella realizzazione. "Si sta seguendo sulla linea già tracciata a partire dal mese di febbraio – interviene il sindaco di Tradate Stefano Candiani -, ci sarà massimo rigore e massima severità a garanzia della piena regolarità dell’intervento. Stiamo controllando che tutto si faccia secondo le leggi, quelli che il comune sta eseguendo sono controlli doverosi e tutto quanto riscontrato verrà contestato secondo quanto previsto dalle normative vigenti". Dunque l’amministrazione intende procedere sulla linea della fermezza già annunciata tempo fa. Ma non è una posizione semplice quella del comune di Tradate, che in questo momento si trova sotto la lente d’ingrandimento della Procura, che sulla vicenda dell’ex Fornace ha deciso di volerci vedere chiaro, passando al setaccio tutti gli atti prodotti dal comune stesso. E del resto non poteva essere altrimenti, vista la mole dell’intervento che muove capitali ingenti. Si tratta infatti di un affare prossimo ai 100 milioni di euro: attualmente una delle iniziative private più grandi in Italia.
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lunedì 19 maggio 2008
Ancora Fornace: vertice di maggioranza e richieste di documenti
TRADATE Tutta la maggioranza si è data appuntamento in municipio per un vertice sul caso ex Fornace. Ieri mattina quasi tutti consiglieri dei tre gruppi che governano la città, assieme a tutti i membri della Giunta, si sono confrontati a lungo sull’argomento ex Fornace. Nella sala del Gonfalone si è parlato degli accadimenti che nell’ultima settimana hanno visto coinvolto il comune di Tradate e in particolare il primo cittadino Stefano Candiani, raggiunto da un avviso di garanzia per abuso in atti d’ufficio. "Ho messo la maggioranza al corrente della situazione – spiega il sindaco Stefano Candiani – mi sembrava doveroso vista la circostanza". Dopo il chiarimento ufficiale, il Popolo delle libertà di Tradate ha diramato una nota nella quale ha espresso la propria solidarietà al sindaco: "Esprimiamo solidarietà personale al sindaco Candiani, che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare in questi anni di intensa collaborazione amministrativa e politica. Nel contempo abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura". Intanto anche Innocenzo Giammetta, coordinatore cittadino della Democrazia cristiana per le autonomie, ha voluto rinnovare la propria fiducia al primo cittadino di Tradate, Stefano Candiani: "Siamo convinti e certi di quando siano insiti e saldi quei valori di legalità e onestà che lo hanno sempre distinto nell’esercizio del suo ruolo politico-istituzionale. Crediamo altresì nel ruolo di vigilanza e rispetto delle regole da parte di quella Magistratura che ha come unico interesse solo il trionfo della verità e della giustizia e del rispetto di quelle regole che permettono ad una società di considerarsi civile – dice Giammetta -. Questa spiacevole situazione ci ha reso più tranquilli, anche se già lo eravamo, di come i lavori inerenti la Fornace sono stati e saranno svolti con la massima trasparenza e rispetto delle regole". Nelle ore in cui Candiani raccoglie attestazioni di stima dalla sua maggioranza, dall'opposizione arriva una nuova richiesta di documenti. Questa volta i consiglieri comunali di minoranza hanno chiesto di poter avere la trascrizione della registrazione della seduta di commissione territorio in cui, a pochi giorni dall'ultimo consiglio comunale, si è fatto il punto sulla Fornace. Pare che la registrazione non sia ancora stata messa agli atti della Procura, in quanto non ancora disponibile il giorno della "visita" in municipio da parte della Digos di Varese.
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giovedì 15 maggio 2008
Tutti gli uomini del presidente
TRADATE "Tradate è con noi e poi, un avviso di garanzia non lo si nega a nessuno". Così il capogruppo della Lega Nord, Mario Clerici, sintetizza la posizione del Carroccio in merito agli ultimi sviluppi del caso ex Fornace, minimizzando il fatto. "La città sta dalla nostra parte – continua Clerici abbandonando il tono ironico - perché conosce il sindaco. Stefano Candiani non è un uomo di palazzo anzi, la sua forza è sempre stata quella di saper stare con la gente. Di lui i Tradatesi si fidano, ed è per questo che hanno capito la posizione del comune in questa vicenda". Che la notizia dell’avviso di garanzia non abbia intaccato la fiducia dei sostenitori del sindaco lo si capisce passeggiando al suo fianco per le strade della città. In via Santo Stefano, in via De Simoni come in corso Bernacchi la gente lo ferma e lo saluta, in molti vogliono solo scambiare quattro chiacchiere, qualcuno gli sottopone i propri dubbi, così come è sempre stato. Dell’avviso di garanzia e dei problemi che il comune di Tradate sta affrontando in queste ore, invece, non si parla. I cittadini sanno, ma per ora preferiscono stare a guardare. A parlare, invece, sono i leghisti, che interpellati difendono il sindaco e commissario provinciale Stefano Candiani: "Noi abbiamo la coscienza a posto – spiega Clerici – sappiamo di non aver fatto nulla di scorretto e di aver agito sempre per il bene della città. Sulle scelte politiche ci possono essere posizioni e punti di vista differenti, noi abbiamo scelto una strada che all’opposizione è sembrata scorretta, Uslenghi ha deciso di far valere la propria posizione rivolgendosi ad un organo esterno come la magistratura, è un suo diritto farlo ed è un dovere della magistratura indagare per scoprire la verità dei fatti. Noi confidiamo nel lavoro degli inquirenti e siamo estremamente sereni, proprio perché riteniamo di non aver mai agito contro la legge". A fianco del sindaco si schiera anche Fabio Tonazzo, giovane presidente del consiglio comunale tradatese: "Personalmente sono tranquillo e sereno per la posizione del sindaco. Tutto è stato fatto alla luce del sole, anche e soprattutto in consiglio comunale, dove tutti i documenti discussi sono stati approvati anche dai tecnici comunali, penso che se ci fossero state delle irregolarità tecniche sarebbero state evidenziate in quella fase. Sull’iter seguito nell’intera procedura del piano ex Fornace c’è sempre stata la massima trasparenza. Se ne è parlato più volte in consiglio e nelle commissioni, inoltre a tutte le interrogazioni è stata data risposta in maniera esaustiva e questo penso sia espressione della massima garanzia possibile". In città la Lega si stringe dunque attorno al proprio uomo simbolo e anche il segretario cittadino Carlo Bernanrdoni si accoda sulla scia tracciata da Clerici e Tonazzo: "Politicamente manifestiamo tutto il nostro supporto a Stefano Candiani, sappiamo che tutto quanto è stato fatto alla luce del sole, addirittura è stato lo stesso comune ad inviare documentazioni in Procura. Dunque stiamo vivendo queste indagini con la massima serenità. A Candiani va il nostro supporto umano oltre che politico, ci ha stupito il fatto che l’avviso di garanzia sia stato mandato in prima persona al sindaco ancor prima che ai tecnici, ma abbiamo piena fiducia nella magistratura". Candiani a Tradate incassa la piena stima della Lega e dei leghisti. Fuori dai confini cittadini un commento da avvocato, sindaco e collega di partito lo abbiamo chiesto anche ad Attilio Fontana, primo cittadino di Varese: "Non posso dire molto, dal momento che sono il suo difensore ho questa ulteriore riserva. Sono assolutamente convinto e certo che Stefano Candiani, persona dalla moralità specchiata, uscirà da questa vicenda senza problema alcuno". Anche il neo-senatore Fabio Rizzi interviene da Roma sulla vicenda esprimendo assoluta solidarietà al sindaco di Tradate: "Sono certo che le indagini chiariranno l’estraneità di Candiani dai fatti che gli vengono contestati. Chi lavora bene, soprattutto se leghista, è sempre nella bufera. Da parte mia chiaramente gli rinnovo la fiducia e gli auguro di chiarire quanto prima la vicenda". Chi continua a non esprimere pareri sulla questione è il centro sinistra tradatese che, dopo l’intervento della Procura, ha scelto di mantenere la linea della circospezione.
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martedì 13 maggio 2008
Candiani indagato per l'ex Fornace
TRADATE Un avviso di garanzia al sindaco e un sopralluogo di otto ore della Digos negli uffici comunali. È questo il bilancio di una delle giornate più pesanti dall’inizio della vicenda ex Fornace. Gli uomini della Questura di Varese sono arrivati in cinque, prima delle 10 di mattina. Chiusi in una stanza del settore urbanistica edilizia privata del comune di Tradate, hanno chiesto di avere una macchina fotocopiatrice e lì sono rimasti fino a tardo pomeriggio. Uno dopo l’altro hanno visionato e copiato ogni documento relativo alla questione ex Fornace. Non c’è delibera, mappa, lettera o atto che non sia passato per le mani degli agenti della Digos. Prende dunque forma l’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Varese per fare piena luce sulla realizzazione dell’ex Fornace, il maxi insediamento commerciale in fase di costruzione alle porte della città. Un intervento che da anni sta dividendo l’opinione pubblica cittadina e che negli ultimi mesi è balzato più volte agli onori della cronaca. Proprio lunedì il sindaco di Tradate aveva disposto che la polizia locale e i tecnici comunali eseguissero un sopralluogo nel cantiere per stabilire un “punto zero”, rilevando centimetro per centimetro la posizione e le altezze di ogni manufatto realizzato nell’area oggetto del piano esecutivo. Una scelta presa per tutelarsi da possibili incomprensioni nel rapporto tra la proprietà e il comune. "Siamo sereni e non abbiamo nulla da nascondere. I nostri uffici sono a disposizione delle autorità per fornire qualunque risposta utile a fare chiarezza sulla faccenda dell’ex Fornace, del resto è il comune la parte lesa". È questa, in sintesi, la linea adottata dal comune di Tradate fin dal 26 aprile scorso, giorno in cui il consigliere Carlo Uslenghi ha depositato un esposto in municipio e in Procura. Esposto che, alla luce delle conseguenze che ha prodotto, si è rivelato un autentico macigno. Con quell’istanza - di cui per primi abbiamo dato notizia proprio dalle colonne di questo giornale - Uslenghi puntava a far rilevare le incongruenze tra i documenti consegnati agli uffici comunali in occasione della pratica per la sanatoria e l’effettivo stato dei luoghi, accusando di fatto la proprietà di aver consegnato delle carte “truccate” e il Comune di aver commesso un peccato di leggerezza. "Quello che dovevo dire lo ho già detto in consiglio comunale". Così il consigliere di opposizione Carlo Uslenghi è intervenuto ieri dopo la diffusione della notizia della notifica al sindaco di Tradate, Stefano Candiani, di un avviso di garanzia per abuso in atti d’ufficio. "Io mi fermo al mio ruolo di consigliere comunale e non voglio andare oltre – continua Uslenghi -. Adesso è entrato in gioco un altro organo, di cui non faccio parte e sulle cui decisioni non devo essere io a fornire pareri. Certo, sono amareggiato per l’atteggiamento del consiglio comunale che da parte dell’opposizione era stato messo in guardia dei rischi che avrebbe corso approvando la variante. Da consigliere comunale ho fatto il mio dovere. Ora sarà la magistratura a fare chiarezza una volta per tutte e definirà se ci sono o meno delle irregolarità nelle pratiche che riguardano il cantiere dell’ex Fornace". La posizione di Carlo Uslenghi rispecchia quella di tutta l’opposizione, che per ora ha scelto di non uscire allo scoperto e di non commentare l’accaduto: "Ci esprimeremo solamente quando avremo avuto la possibilità di capire cosa sia effettivamente successo", è stata la risposta di Luca Carignola (Ulivo per Tradate) alla richiesta di commenti. Certo è che la questione appare spessa anche agli occhi di chi dice di essere tranquillo. Negli uffici del comune di Tradate è diffusa la consapevolezza che la Digos non sia solita muoversi per visite di cortesia. Così, facce tese e sguardi dubitativi hanno fatto da contorno ad una delle giornate più surreali di quelle vissute nella storia recente del comune di Tradate.
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